Fare il non fare

Più moltiplico i mezzi più riduco la produzione e più scalpita la volontà di non fare, di stare a divertirsi vagliando alternative, possibilità e obiettivi.

Importa non dolersi e lasciar scorrere il desiderio di girare attorno senza una meta, oppure con una meta, assai poco definita, da non raggiungere mai.

Non è male, offre qualche piccola insoddisfazione ma leggera, una sorta di nostalgia vaga per ciò che potrebbe essere e non è. Torna subito il sereno, si va a dormire soddisfatti, continuando a sognare ad occhi aperti per qualche minuto di altre e infinite possibilità di distrazione.

Se viene la morte e nulla è stato fatto cosa importa? Perché, in fondo, che cosa è mai stato fatto?

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