Il romanziere e il terrorista

Certo che è innocente. È per questo che l’hanno preso. È un’idea talmente semplice. Terrorizzare l’innocente. Più spietati sono, meglio vediamo la loro rabbia. E non è forse il romanziere, Bill, più di ogni altra persona, più di ogni altro scrittore, colui che capisce questa rabbia, che sa in cuor suo cosa pensa e cosa prova il terrorista? Nel corso della storia è sempre il romanziere che si è sentito vicino all’uomo violento che vive nell’oscurità. A chi vanno le tue simpatie? Alla polizia coloniale, agli occupanti, al ricco proprietario, al governo corrotto, allo stato militarista? O al terrorista? E io non rinnego quella parola nonostante abbia un centinaio di significati. È l’unica parola onesta da usare

— Don DeLillo, MAO II

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